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EUROPA E OCCIDENTE. Di Franco Cardini.*

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Continuano a chiedermi come faccia a dirmi europeista e ad essere tanto ostinatamente antioccidentale. Abbiate pazienza, ma ho scritto alcuni libri su questo: se v’interessa l’argomento, leggeteveli.

Comunque, pazienza: provo a riassumere. Fusse che fusse la vòrta bbona.                                                                                                        

La risposta alla domanda: che differenza c’è fra Occidente ed Europa risiede nel valore che noi attribuiamo al sostantivo “Occidente” e all’aggettivo “occidentale”.

A livello e in senso storico-sociologico-filosofico, “Occidente” non è né un punto cardinale, né una condizione metafisico-metastorica. Già nell’antichità grecoromana nel medioevo, almeno fino dai tempi delle “guerre persiane” (vi rilegga la splendida disamina poetica che se ne fa ne I Persiani di Eschilo) l’essere “greco” o “persiano” indicava due differenti antropologie religiose, due diversi modi di essere sul paino dell’etica e dell’immaginario: tuttavia, il trasferimento delle virtù elleniche all’intera Europa e delle caratteristiche persiane all’intera Asia e le rispettive Weltanschauungen all’Occidente e all’Oriente avrebbe richiesto secoli di laborioso metabolismo culturale.   Già ai tempi di Ottaviano e di Antonio, e poi a fortiori a quelli della distinzione teodosiana – alla fine del IV secolo – dell’impero romano tra pars Occidentis e pars Orientis, e poi dell’estensione della qualifica di “orientali” a tutti coloro che in qualche modo stavano al di là dei limites orientali dell’impero (e segnatamente ai “saraceni”, se tale nome deriva dall’arabo al-Sharq, appunto “Oriente”), essere e sentirsi “occidentali” e “orientali” implicava una diversità di fondo: ai primi del XII secolo, un cronista di condizione chiericale che aveva partecipato alla cosiddetta “prima crociata”, Fulcherio di Chartres,  si serviva appunto di tale dicotomia qualificando quelli come lui, che venendo dall’Europa dopo l’impresa del 1096-1099 erano restati in Terrasanta, come degli occidentales che avevano scelto liberamente di divenire Ma la separazione definitiva, accompagnata da un arduo salto semantico, sarebbe giunta più tardi: per essa bisogna aspettare tre successivi eventi epocali: prima l’avvento dell’umanesimo e la rielaborazione umanistica della grecità (pensiamo soprattutto a un Enea Silvio Piccolomini); More »

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