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LUCA BARILLA: “ATTENZIONE ALLE PERSONE. IL NOSTRO PATRIMONIO PIU’ GRANDE”. Di Gennaro Grimolizzi.

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Celebrati i trent’anni dello stabilimento di Melfi (Potenza)

Nel 1987 neanche quaranta dipendenti. Oggi quasi quattrocento.

Luca e Paolo Barilla a Melfi per il trentennale dello stabilimento lucano.

Trent’anni fa, quando Pietro Barilla raggiunse la piana di San Nicola di Melfi, in provincia di Potenza, la Basilicata si stava ancora leccando le ferite del terremoto del 1980. La società lucana era ancora fortemente contadina e da questa origine, sotto certi versi molto orgogliosa, il patron del colosso alimentare parmense volle lanciare la propria sfida. Portare in fabbrica, in una fabbrica di prodotti alimentari chiamata a lavorare quanto deriva dalla terra, proprio chi proveniva dal mondo contadino. Chi, ogni mattina, si recava nei campi o aveva un parente che lavorava all’aria aperta nelle immense distese che dalla Lucania portano alla vicina Puglia e alla confinante Campania. La sfida di Pietro Barilla è stata vinta. Dai trenta dipendenti iniziali nel 1987 si è arrivati ai 355 attuali (tutti a tempo indeterminato). Nel plant di Melfi operano sette linee dedicate ai prodotti da forno con una capacità massima 85mila tonnellate annue.
«Qui a Melfi – afferma il direttore dello stabilimento Paolo Forlano – si effettuano più di 1.500.000 controlli all’anno per garantire la sicurezza dei prodotti e la loro conformità agli elevati standard definiti dall’azienda: sulle materie prime, sui materiali di imballaggio e sul prodotto finito. Siamo impegnati da anni nella riduzione degli impatti ambientali ed ha ottenuto importanti risultati dal 2010 al 2016: -38% di riduzione CO₂ e – 33% di riduzione dei consumi idrici. Abbiamo contribuito significativamente agli obiettivi aziendali fissati per il 2020. Inoltre, nello stesso periodo, lo stabilimento ha ridotto il numero assoluto di infortuni del 73% e l’indice di frequenza (IF) del 71%».
Luca Barilla, vicepresidente di Barilla, evidenzia nel trentennale dello stabilimento melfitano l’importanza delle risorse umane. «Le radici di questo territorio – dice a Domus Europa – non si perdono. Questo territorio deve essere rispettato in tutte le sue peculiarità, mettendo al centro, soprattutto, le persone». Un pensiero Luca Barilla lo rivolge anche alla concorrenza. «Le multinazionali del settore alimentare – commenta – hanno fatto un lavoro enorme perché dispongono di mezzi che noi non abbiamo. Ma Barilla è riuscita a tenere il passo e a non farsi sopraffare, ritagliandosi uno spazio di tutto rispetto. Siamo presenti in Italia con quattordici stabilimenti ed altrettanti all’estero, esportiamo i nostri prodotti in oltre cento Paesi. Abbiamo avuto sempre in mente i valori etici nati 140 anni fa con l’azienda a Parma. È questo il nostro asso nella manica, che di sicuro ci distingue dalle multinazionali. Siamo animati da una moralità di fondo e facciamo le cose nel rispetto delle comunità e delle persone». Un anno fa venne presentato un progetto per la realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti a poche centinaia di metri dallo stabilimento alimentare. Un controsenso che ha destato non poche preoccupazioni tra il management ed i dipendenti Barilla, oltre che tra i consumatori. «Ci siamo preoccupati moltissimo di questo progetto», afferma Luca Barilla. «Abbiamo però potuto contare sulla sensibilità delle istituzioni e dell’opinione pubblica, affinché non si concretizzasse una minaccia e non si realizzasse un sito del tutto incompatibile con quanto facciamo a San Nicola di Melfi».
Grazie ad un accordo con l’Università della Basilicata, Barilla ha istituito una borsa di studio per la realizzazione di un progetto di ricerca biennale dal titolo: “Sistemi colturali sostenibili per il miglioramento e la standardizzazione della qualità del grano duro”.
«Siamo convinti – evidenzia Paolo Barila, anch’egli vicepresidente del gruppo – dell’importanza di promuovere progetti con i territori e le comunità in cui operiamo, in particolare nel valorizzare gli ambiti della formazione e delle possibili opportunità di crescita per i giovani. Il futuro è sempre più fatto di una comunità che sappia condividere gli stessi obiettivi: aziende, istituzioni, centri di ricerca, associazioni, tutti mossi da un fine comune per un miglioramento continuo e sostenibile».
Obiettivo del progetto è quello di definire e validare buone pratiche per produrre un grano duro di qualità con tecniche di coltivazione innovative e più sostenibili per favorire il mantenimento della fertilità e il contenimento dell’erosione dei terreni, nel rispetto della salubrità ambientale. Il tutto avvalendosi della rotazione delle colture, dell’associazione con le colture di leguminose e dell’agricoltura di precisione. Un’altra sfida lanciata da Barilla. Proprio come quella del 1987. Il precedente, visti i risultati celebrati in questi giorni a Melfi, è molto confortante.

Gennaro Grimolizzi

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