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TESTIMONI DEL VENETO. SANTORIO SANTORIO. A cura di Giulio Bertaggia.

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Nuova puntata della rubrica,”Testimoni del Veneto. Pillole su illustri testimoni di storia e cultura veneta”. Dal sorgere della Repubblica Serenissima e oltre la sua caduta, la storia delle Venezie ha visto nei secoli la testimonianza di grandi uomini che, con la propria firma, hanno contribuito all’arricchimento di un’immensa eredità culturale nei più svariati campi, dall’architettura alla musica sino alla politica. Grazie alla passione e alla cura del dott. Giulio Bertaggia, autore di questa pregevole raccolta di biografie storiche.

A cura di Giulio Bertaggia.

Santòrio Santòrio (Capodistria 29/03/1561 – Venezia 22/02/1636) Medico, addottoratosi a Padova nel 1582. (1) Dal 1611 coprì la cattedra di medicina all’Università di Padova. Primo, misurò il battito del cuore. (2) Mise a punto un ingegnoso dispositivo, costituito essenzialmente da una bilancia, che gli permise di controllare le variazioni di peso dell’organismo umano nelle varie condizioni normali e patologiche. Utilizzò nelle sue esperienze un termometro. Santorio è il primo a controllare la temperatura corporea con il termometro. (3) Il primo perché il Santorio è stato l’inventore del termometro che veniva appunto chiamato “Termometro di Santorio”: il termometro a massima, a mercurio, tuttora largamente usato, realizzato da Santorio per le sue varie ricerche sulla temperatura corporea. (4) Rivoluzionò quindi la scienza della diagnosi, introducendo in medicina l’uso del termometro clinico che ideò. (5) Inventò il pulsilogio, per registrare le pulsazioni delle arterie. (6) (Il pulsilogio è l’ antenato del moderno pulsometro, lo strumento che serve a misurare la velocità del sangue nelle arterie.) In Santorio è netto il passaggio da una esperienza qualitativa a una sperimentazione quantitativa, che ne fa uno degli iniziatori della cosiddetta iatromeccanica. (7) Con l’opera “De statica medicina”, tradotta in varie lingue, affermò la necessità della ricerca sperimentale. (8) Pubblicò il “De statica medicina” nel 1634, a Venezia, presso l’editore Marco Antonio Brogiollo, presso il quale aveva già pubblicato un commentario contro Ippocrate (Kos 460 a. C. circa – Tessaglia 370 a. C. circa, medico greco) nel 1629, uno contro Galeno (Pergamo 129 – Roma o Pergamo 200 circa, medico greco) nel 1630, e dove, dopo la morte del Santorio, fu pubblicato un altro suo commentario, contro Avicenna (Ibn Sina, Buhara 980 – Hamadan 1037, medico e filosofo persiano) nel 1646. (9) Questo illustre medico è stato il fondatore della medicina quantitativa e sostenitore della teoria del ricambio materiale. (10) Santorio è stato uno dei sette professori dell’Università di Padova, con Stefano Gallini (Venezia 22/03/1756 – Padova 26/05/1836, diede un fondamentale contributo all’istituzione dell’istologia e della fisiologia come discipline autonome), Floriano Caldani (Bologna 1772 – Padova 1836, anatomista), Salvatore Dal Negro (Venezia 12/11/1768 – Padova 31/01/1839, fisico e inventore), Bartolomeo Signoroni (Adro 1797 – Padova 1844, chirurgo), Giacomo Andrea Giacomini (Mocasina 16/04/1796 – Padova 29/12/1849, medico e farmacologo, uno dei primi ad interessarsi di tossicologia), Carlo Conti (Legnago 09/02/1802 – Padova 23/04/1849, matematico, studiò anche anatomia, chimica, botanica e filosofia) che morendo lasciarono a disposizione dell’Istituto Anatomico il loro corpo. (11) I loro crani sono conservati in una teca nella Sala della Facoltà di Medicina di Palazzo del Bo; di Floriano Caldani, nella stessa Sala, c’è anche un ritratto. Il cranio del Santorio, dal 2015, si trova al terzo piano del MUSME, il museo di storia della medicina in Padova, al n. 94 di via San Francesco: è un prestito dell’Università di Padova. Di Stefano Gallini, è anche visibile, a Prato della Valle, una statua del 1838, opera dello scultore romano Giuseppe Petrelli. (12)

(1) (“Santorio Santorio”, in Enciclopedia Italiana Treccani, 2010, www.treccani.it)

(2) (Giovan Battista Melzi, “Il novissimo Melzi – Dizionario Enciclopedico Italiano”, c. ed. Antonio Vallardi Editore, Milano, 1978, vol. II, p. 1163)

(3) (Enciclopedia Italiana Treccani, 2010, op. cit.)

(4) (Enciclopedia Italiana Treccani, “Dizionario delle Scienze Fisiche”, 1996, www.treccani.it)

(5) (“Santorio Santorio”, in it.wikipedia.org)

(6) (AAVV, “Dizionario Enciclopedico Moderno”, c. ed. Edizioni Labor, Milano, 1959, vol. VI, p. 4906)

(7) (Enciclopedia Italiana Treccani, 2010, op. cit.)

(8) (“Diz. Enc. Mod.” Labor, op. cit.)

(9) (Dall’archivio cartaceo della Biblioteca Universitaria di Padova, via San Biagio n. 7, sotto la voce “Santorio, Santorio”)

(10) (Camillo Semenzato, “L’Università di Padova. Il Palazzo del Bo. Arte e storia.”, c. ed. Edizioni ERREDICI, Padova, 1999, p. 148)

(11) (Lionello Puppi – Giuseppe Toffanin, “Guida di Padova”, c. ed. Edizioni LINT, Trieste, 1983, p. 56) (Vedi anche: Camillo Semenzato, op. cit.) (Vedi anche: Giovanni Colombini, “Salvatore Dal Negro”, in Enciclopedia Italiana Treccani, 1986, www.treccani.it) (Vedi anche: “Salvatore Dal Negro”, in de.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Dal_Negro) (Vedi anche: Enrico Scorzon, “Il Prato della Valle e le sue statue”, c. ed. Edizioni LINT, Trieste, 1975, p. 152) (Vedi anche: “Stefano Gallini”, in it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Gallini) (Vedi anche: Roberto Ferola, “Carlo Conti”, in Enciclopedia Italiana Treccani, 1983, www.treccani.it)

(12) (Enrico Scorzon, “Il Prato della Valle e le sue statue”, c. ed. Edizioni LINT, Trieste, 1975, p. 152)

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