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ESSERE “SPECIALI” NON E’ FACILE. L’AFFASCINANTE MONDO DI MISS PEREGRINE DI R. RIGGS. Di Nicolò Dal Grande

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Riggs R., LA CASA PER BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE, Rizzoli.

Diciamolo subito. Chi scrive ha una grande passione per la lettura. Non è boria. È una semplice ammissione. Saggi di storia; cataloghi di mostre d’arte; le più svariate forme di letteratura, prosa o poesia che sia. I romanzi trovano ampio spazio nel gusto dello scrivente, che predilige generi vari, dai thriller agli horror, dai romanzi storici ai gialli sino ai testi di fantascienza o fantasy. Numerose le opere affrontate; alcuni veri e propri capolavori; altri meno avvincenti.

     Raramente un’opera ha coinvolto l’autore di questo modesto articolo come la storia di Miss Peregrine e dei suoi “ragazzi speciali”, la trilogia dell’emergente autore statunitense Ransom Riggs, nota in Italia grazie alla recente trasposizione cinematografica di Tim Burton – film ben realizzato ma purtroppo distante dall’opera -. Composta dai romanzi La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, Hollow City e La biblioteca delle anime – più un’appendice, I racconti degli speciali – l’opera di Riggs rappresenta uno dei grandi successi letterari di questi anni, rimanendo nella lista dei best seller del New York Times per settanta settimane.

     Protagonista è Jacob, un giovane ragazzo della Florida cresciuto con i racconti del nonno Abe, che da bambino fu esule ebreo, in fuga dalla Polonia occupata e riparato in Galles in un luogo particolare, l’orfanatrofio di Miss Peregrine, dove possono trovare accoglienza e conforto orfani del tutto particolari, ovvero bambini e ragazzi con poteri e straordinarie capacità: in due  parole “ragazzi speciali”.

      Convinto, con la crescita, che le storie non fossero altro che favole, Jacob si ritrova all’improvviso catapultato in esse dall’improvvisa morte violenta del nonno, ucciso per mano di una creatura mostruosa che solo lui riuscì a vedere. Creduto prossimo alla pazzia dai genitori, viene inviato in Galles, su consiglio psichiatrico, a visitare l’antica struttura di Miss Peregrine, fonte del presunto disturbo che tormenta il ragazzo. Trovato ciò che rimaneva della casa, distrutta da una bomba durante il conflitto, Jacob sembra convincersi che il tutto sia stato frutto della sua immaginazione, finché non incontra Emma, una giovane ragazza in grado di generare e controllare il fuoco dal proprio corpo. Grazie all’incontro scoprirà la verità: i ragazzi “speciali esistono”. Le storie del nonno sono tutte vere. E con i ragazzi speciali esistono ancora Miss Peregrine e la sua casa, nascosti agli occhi del mondo reale in

Riggs R., HOLLOW CITY, Rizzoli Bur

un cerchio temporale, generato dall’istitutrice, che consente la ripetizione della stessa giornata all’infinito. Miss Peregrine è infatti una “Ymbryne”, uno “speciale” in grado di mutarsi in un uccello e, soprattutto, controllare il tempo. Jacob apprende così l’esistenza di più cerchi temporali sparsi per la terra e il perché del bisogno di questo “nascondiglio”: l’esistenza di un gruppo di “speciali” decaduti. Quest’ultimi cercarono nel passato una via per l’immortalità attraverso un esperimento ai danni di una Ymbryne, conclusosi tragicamente in una distruttiva esplosione che li mutò nell’anima, trasformandoli in “Vacui”, orribili mostri tentacolati – proprio quello che Jacob vide alla morte del nonno – che per riacquistare intelletto e aspetto umano si nutrono degli “speciali”. Qualora riuscissero nell’intento, diventerebbero “spettri”, evoluzione dei vacui, i quali lungi dall’aver appreso l’errore, sono alla ricerca della via dell’immortalità e del dominio del creato.

     Coinvolto nella lotta tra i due schieramenti, Jacob vivrà un’avventura che lo porterà a percorrere un viaggio nel tempo attraverso cerchi segreti, scontri violenti, dolorose perdite in un percorso di crescita umana e spirituale sino allo scontro decisivo.

     La trilogia di Miss Peregrine costituisce un’affascinante opera fantasy, dove luce e tenebra si sfidano in duello in un’ambientazione che varia in base ai luoghi e all’età temporale in cui la vicenda si svolge. Particolarità è la caratteristica di essere una serie di romanzi fotografici; l’autore, grande collezionista di foto d’epoca – affascinato dal mistero che circonda le vite vissute dei soggetti immortalati -, opta per l’inserimento di diverse immagini a raffigurare i personaggi, portando la narrazione ad approssimarsi ad un album di ricordi che accompagna il divenir della storia, dove il tema del fantastico poggia sul tempo e la sua manipolazione. Il cerchio temporale – che l’autore sembra trarre dalla mitologia celtica e alle porte colleganti realtà diverse – rappresenta la soglia d’accesso ad una dimensione alternativa alla nostra, seppure uguale nell’aspetto e nelle sue leggi – con l’eccezione degli “speciali” ovviamente -, ma rispecchiante i tre pilastri che sorreggono l’essenza della letteratura fantasy: a) è appunto alternativa alla nostra; b) ha una sua consistenza reale; c) la narrativa che la descrive si esprime per simbologie e non metafore.

     E la simbologia del mondo di Miss Peregrine è profonda. Poggia su due temi principali: l’identità e la solidarietà.

     La difesa dell’identità è il pilastro portante dell’opera. Tutti gli “speciali” presi singolarmente, con i loro poteri e le proprie abilità, con i rispettivi caratteri e i personali sentimenti, rappresentano “identità” peculiari e diverse; minute, fragili, meravigliose “identità”. Non vanno interpretate come piccole e ipocrite

Riggs R., LA BIBLIOTECA DELLE ANIME, Rizzoli.

particelle egoiste ed egocentriche, tutt’altro, ma come fiori che arricchiscono e abbelliscono il giardino che chiamiamo mondo, dandogli colore e completandosi a vicenda. E automaticamente sorge spontaneo l’altro valore trasmesso dall’opera: la solidarietà. Solidarietà verso il proprio fratello; verso colui che può apparire diverso, dal quale possiamo apprendere ed arricchire noi stessi e il mondo; una solidarietà che non va confusa con l’uguaglianza, affatto, ma con la necessità di tutelare la “varietà”, il particolarismo, l’unicità. Una difesa che va protratta contro chi vuole la distruzione degli “speciali”, delle identità. Uomini decaduti e corrotti nell’animo, vinti dal desiderio di ribellarsi all’armonia e alle leggi del creato, cercando l’immortalità anziché gioire dei piccoli attimi che la vita dona, colti alla perfezione nella descrizione di Riggs, nei cui scritti si delinea una critica alla modernità che sembra rispecchiare quella che troviamo in un grande della letteratura fantastica, J.R.R. Tolkien.

     Omaggiata con una citazione nel primo libro della trilogia, la critica al mondo moderno che il professore di Oxford trasmise attraverso le pagine de Il Signore degli Anelli, si evidenzia leggendo le righe di Miss Peregrine. Una critica non estranea ad una propria spiritualità. Come in Tolkien osserviamo una caduta, un degrado verso il male; laddove si descrissero i vari Melkor, Sauron, Smeagol e Saruman, qui troviamo i “vacui”, colpevoli di aver tentato di rovesciare l’ordine naturale attraverso la scienza e condannati alla deformità, all’invisibilità e alla

Riggs R., I RACCONTI DEGLI SPECIALI, RIZZOLI.

bestialità; solo con la violenza riescono a divenire “spettri” e riottenere forma umana e ragione; ma una ragione oscura, malvagia, che non solo non ha compreso in quale errore fosse caduta, ma vi persevera, spinta dalla sete di potere che la porta ad inglobare le “identità” di ogni “speciale”, divorandoli o estraendone “la seconda anima”, ovvero il potere che caratterizza uno “speciale”, attraverso una complessa operazione. Un dominio che esercita attraverso la paura sulle identità deboli, su quegli “speciali” che non hanno la forza e il coraggio di reagire e divengono schiavi e dell’oscura volontà degli “spettri”. Come il mondo moderno e globalizzato, annichilente i particolarismi e le culture dei popoli in nome del progresso, del consumismo, del cosmopolitismo, figli di un’idea di uguaglianza corrotta, che mira ad uniformare il mondo, abbattendone le diversità di cultura e costume; una distruzione che porta solo grigiore e deserto.

     Ma il nulla portato dal lato oscuro della modernità può essere combattuto e vinto. E come in Tolkien così in Riggs ritroviamo la risposta e la speranza per vincere l’oscurità che circonda il mondo; non in un grande potere, ma nell’amore “per le piccole cose”; per la semplicità; per il calore trasmesso dall’amicizia e dalla consapevolezza di non essere soli. Da un semplice sorriso di una fanciulla, Jacob trarrà la forza di reagire e combattere, contro il nemico che lo sfida infidamente; contro se stesso e le proprie paure; una lotta che lo porterà a scoprire che le fondamenta della terra non sono rette dal caos, ma da forze misteriose; che nulla accade per caso, nemmeno la via che intraprenderà e i bivi a cui dovrà sottoporre la scelta della propria coscienza. Perché anche Jacob è, a sua insaputa, “uno speciale”, dotato di un potere “provvidenziale” in questa lotta. Un potere che lascerò volentieri alla scoperta del lettore, consigliando ai più di intraprendere una nuova avventura, aprendo le pagine di Miss Peregrine e del suo mondo.

Nicolò Dal Grande

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