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IL CALCIO SENZA PIU’ BANDIERE. INTERVISTA A ITALO CUCCI. Di Gennaro Grimolizzi.

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Una vita per lo sport e per il calcio. Italo Cucci è uno dei più importanti giornalisti sportivi italiani. In passato ha diretto testate prestigiose come il Corriere dello Sport e il Guerin Sportivo. Per tanti anni è stato commentatore sportivo per la Rai. Cucci ha fatto conoscere con i suoi articoli e le sue analisi un cinquantennio della storia del calcio nazionale ed estero. Tanta strada ha fatto lo sport più seguito dagli italiani. Tante cose sono cambiate rispetto al passato, quando, ad esempio, molti calciatori spesso si “sposavano” per sempre con il club di appartenenza. 

Italo Cucci

Da poche settimane Italo Cucci è in libreria con il suo ultimo libro, “Moratti Inter. Album di famiglia” (Edizioni Bertani&C). Un’opera dedicata all’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, che, come il padre negli anni Sessanta del secolo scorso, ha riempito di trofei, dopo tante amarezze, la bacheca dei nerazzurri.
Direttore, il calcio romantico dei decenni passati è archiviato definitivamente? Ormai è solo business senza più bandiere?
«Assolutamente sì. Solo pochi club operano con un costante riferimento alla memoria. A molti non piacerà, ma la Juventus che batte il suo passato e cerca nuovi record mantiene in vita il ricordo degli antenati».
Il campionato italiano è diventato meno competitivo rispetto a quanto succede in Inghilterra e Spagna. Come si inverte la rotta?
«Lasciamo perdere la Spagna, che continua ad avere due soli padroni, il Real Madrid ed il Barcellona. Prendo piuttosto nota che proprio gli allenatori italiani, ad esempio Ancelotti, Ranieri, Conte, hanno avvicinato un torneo invecchiato. In Italia ci vuole poco: campionato di serie A con diciotto squadre o meglio ancora con sedici».
Spesso si imputa alla perdita della competitività del nostro calcio la mancata attenzione verso i vivai ed i talenti italiani. Cosa ne pensa?
«Critica giustissima. Ma serve poco pensare ai vivai se poi le squadre del massimo campionato giocano schierando dieci, undici calciatori stranieri».
Il suo ultimo libro è dedicato a Massimo Moratti. L’Inter avrà un altro presidente-tifoso come il protagonista del triplete?
«Usciti Moratti e Berlusconi, solo Agnelli e Pozzo rappresentano una passione famigliare. Speriamo che il giovane Zhang dell’Inter cominci una nuova serie».
Con l’uscita di scena di Massimo Moratti si è chiuso un altro capitolo della storia imprenditoriale italiana impegnata nel calcio?
«Se Della Valle resiste con la Fiorentina, ecco una nuova Famiglia e un grande imprenditore pronti a fare la storia del nostro calcio».

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