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ANDREA MASCETTI: LEGA E 5STELLE ALLEATI PERCHE’ E’ CAMBIATO IL MONDO*.

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Eminenza grigia della Lega di Matteo Salvini? Di sicuro, Andrea Mascetti, avvocato varesino, già esponente del consiglio federale del Carroccio, ha voce in capitolo nei quartieri alti del movimento. Diciamo che le sue parole non passano affatto come acqua sul marmo, anzi. Non è un caso che Attilio Fontana, neo governatore lombardo, l’abbia voluto al suo fianco come consulente agli Affari Istituzionali e legali. E non è un caso che, poco prima delle elezioni di marzo, L’Espresso si sia occupato di lui indicandolo addirittura come uno dei possibili collegamenti del partito con la Russia di Putin. Tutto vero? Lui si schermisce, rivendicando al massimo studi approfonditi su quelle comunità. Fondatore di “Terra insubre”, esponente della destra leghista, è comunque lecito definirlo “uno che conta”, benché abbia scelto di restare lontano dai riflettori.

Avvocato Mascetti, c’è chi grida al tradimento della Lega per la liason governativa, al di là degli esiti, con i Cinque Stelle. Lei che ne pensa?

“Secondo me, chi ha votato Lega non ha fatto una scelta contro i grillini, ma l’ha votata per ottenere finalmente un cambio di passo rispetto alla devastante politica del centrosinistra. Pensiamo all’immigrazione, alla centralizzazione del potere, alla perdita dei diritti delle classi sociali più deboli”.

Tra i due schieramenti ci sono però molte diversità di vedute.

“Su alcuni temi fondamentali non mi pare di intravedere posizioni contrastanti. Faccio due esempi, Il primo, per quanto riguarda l’immigrazione penso alle richieste di rimpatrio degli stranieri che non hanno diritto di essere ospitati nel nostro Paese. Il secondo, la critica a un certo modello d’Europa che non rappresenta più il sogno originario dei padri fondatori ma è diventata un super Stato giacobino, che ha perso ogni collegamento con il popolo”.

Dal popolo al populismo. Lega e Cinque Stelle sono considerati oggi partiti populisti. Qual è il suo parere?

“Dipende da che cosa intendiamo per populismo. Dato che siamo in democrazia, il termine popolo ha un valore altamente democratico. Chi invece utilizza il termine populista in senso dispregiativo ha forse un’idea di se stesso un po’ troppo alta, magari autoconsiderandosi elite senza che nessun fatto significativo lo abbia portato ad essere davvero elite”.

Insomma, l’eventuale nascita di un governo giallo/verde, al di là di ogni altra considerazione e difficoltà politica e istituzionale, è per lei un fatto positivo?

“Lo giudico molto positivo. Anche perché non credo che si sarebbero potute accettare forme consociative nel tentativo di conservare un mondo che non esiste più. Nel bene o nel male, i due partiti che hanno vinto le elezioni sono i Cinque Stelle al Sud e la Lega soprattutto al Nord. E anche questo è un fatto significativo”.

Avvocato Mascetti, in che senso?

“Nel senso che oggi anche il Sud può vantare una sorta di Lega, individuata nei Cinque Stelle, che si sono declinati in una cultura che è diversa da quella del Nord. Bravi, cioè, nell’interpretare quella specifica cultura dei sentimenti, alla quale guarda anche la Lega che si sta aprendo all’intero Paese. Lega che però conosce bene la cultura e i sentimenti delle terre del Nord. Un dialogo tra loro non potrà che essere positivo. Voglio dire, forse i Cinque Stelle hanno riempito un vuoto di rappresentanza del Sud”.

La coalizione di centrodestra è definitivamente saltata?

“Questo non lo posso dire: in molte Regioni e città, l’alleanza continua”.

Silvio Berlusconi, però…

“Berlusconi deve rendersi conto che il mondo è profondamente cambiato e che probabilmente il suo modello di politica e di partito è definitivamente tramontato”

C’è invece chi annuncia scossoni per le giunte di centrodestra. Secondo lei?

“E’ un pericolo che escluderei categoricamente”.

Se si tornasse al voto domani, per la Lega – lo dicono i sondaggi – sarebbe un successone. Come spiega questa possibilità?

“A parte i sondaggi, le recenti consultazioni in Val d’Aosta hanno confermato sul campo questa tendenza. Non è un caso. E mi spiego. Il progetto di Matteo Salvini di allargarsi anche al centro-sud muove da un pensiero federalista, un’interpretazione autentica dell’autonomia che ha spinto molti autonomisti e indipendentisti valdostani, stanchi di una certa politica unionista, a convergere sulla Lega. E, in questo, a negare la storica supremazia della locale Union Valdotaine”.

*Tratto da Malpensa24

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