ANDREA DORIA, UNO SCANDALO ITALIANO. Di Donatello Bellomo

Settant’anni fa affondava il transatlantico più bello della flotta italiana. Incolpevole, la croce fu gettata addosso a un eroe di guerra: il comandante Piero Calamai. Settant’anni dopo, è ancora uno scandalo italiano. Capita che nella notte di  mercoledì 25 luglio 1956 la nebbia, scesa nel primo pomeriggio copra ancora le stelle mentre la turbonave orgoglio

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RISCOPERTA DELL’EUROPA. Di Mattia Gallotta

Il tracollo europeo porta la Destra con sé. Negli ultimi mesi, il mondo della destra europea ha iniziato un processo di indipendenza culturale nei confronti dell’attuale sistema statunitense. Guardando al nostro orticello – ovvero l’Italia –, i recenti attacchi di Trump prima al Papa e ora a Giorgia Meloni hanno fatto storcere il naso un

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RIVOLTA AMERICANA CONTRO IL (POST) MODERNO. A cura di Valerio Savioli

Tutte le nostre invenzioni tecnologiche sono solo mezzi migliori per un fine non migliorato.  Henry D. Thoreau Riprendendo il celebre passaggio di Antonio Gramsci ­­- “La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere; in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.” -, è arduo stabilire

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L’ETERNO RITORNO DI DRIEU LA ROCHELLE. Di M. Triggiani

Fra il 1934 e il 1942 in Europa si verificarono notevoli cambiamenti politici. Cambiamenti analizzati da Pierre Drieu La Rochelle, scrittore francese che aderì ai movimenti Redressement française e Front Commun, per poi passare nel partito fascista Parti populaire française di Jacques Doriot. Drieu vive quel periodo convulso registrando gli avvenimenti con acuto senso critico

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“DIRE LA VERITA’ SIGNIFICA FINIRE IN PRIGIONE”: UN FOTOREPORTER AFGHANO RACCONTA LA DETENZIONE DEI GIORNALISTI SOTTO I TALEBANI. A cura di Valerio Savioli

  Introduzione Abbiamo già intervistato in passato il fotoreporter afghano Mujeebullah Dastyar. Oggi, a distanza di quasi cinque anni dalla rocambolesca fuga statunitense e dal ritorno dei talebani in Afghanistan, Dastyar torna a offrirci un vivido spaccato del suo paese e a denunciare la detenzione di alcuni suoi colleghi. A causa delle difficoltà di verifica

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IN MEMORIAM DI VITTORIO MESSORI.

Un caro amico. Uno straordinario testimone di Cristo in un’epoca oscura come la nostra. Un uomo provvidenziale che, come confidò lui stesso, ha risposto per tutta la vita a una chiamata spirituale ricevuta, da agnostico razionalista qual egli era allora, nell’estate del lontano 1964. Ho avuto l’onore di conoscerlo di persona in più occasioni. La

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MODESTE CONSIDERAZIONI DI UN ELETTORE DEL NO. Di Francesco Mario Agnoli

Avendo utilizzato i pochi spazi a mia disposizione per esporre quelle che ritenevo le ragioni fondamentali per pronunciarsi contro la riforma, penso di potermi  collocare della parte uscita vincitrice dal referendum. Certamente i compagni di strada non erano i più desiderabili, ma d’altra parte, dal momento che il referendum  – come inevitabile – è stato

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IL CAMBIAMENTO GEOPOLITICO. Di Alberto Buela

Negli ultimi tre o quattro anni, abbiamo assistito a scontri sistematici tra governi liberal-conservatori, come quelli di Trump, Meloni, Orbán e Milei, e la magistratura dei rispettivi Paesi. Si tratta di un’osservazione chiara, ben lungi dall’essere un’approvazione dei governi citati come esempi. Il fatto è che i giudici, soddisfatti del sistema che amministrano (Hébert Marcuse), danno sempre

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LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA LIBERALE. Di Luigi Copertino

Il conflitto tra politica e magistratura La recente notizia della sentenza con la quale la Corte Suprema statunitense ha bocciato la politica daziaria di Donald Trump, e la forte reazione di quest’ultimo che ha immediatamente emesso un ordine esecutivo per ribadire e rafforzare la sua politica, ha messo in evidenza non solo il conflitto tra

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SPLENDORI E MISERIE (DIGITALI) DELL’ARCHITETTURA EUROPEA. Di Pietro Puliti

“Usi a copiar tacendo”! Urgono parafrasi di militare e belligerante memoria, perché in un certo senso è di guerra che stiamo parlando. Non la guerra dei cannoni e delle sciabole, la quale ha pure vissuto di tessiture romantiche di innegabile significato, ma una guerra molto più temibile: la guerra al bello, all’originalità creativa, all’ordine estetico

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MONTHERLANT, NOBLESSE OBLIGE. Di Donatello Bellomo

L’isolamento volontario del grande scrittore e commediografo e l’ostilità del milieu culturale francese. “L’indifferenza mi salverà dall’essere sconfitto“. Non c’è riuscito, l’amico Henry Matisse, pur con la sua drammatica linea continua. Il punto dove inizia la traccia è invisibile; l’occhio sinistro chiaro e il sopracciglio arcuato, il naso dantesco, le narici sottili, la bocca socchiusa

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